L’INVALSI è l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, fondato nel 1999 come successore del Centro europeo dell’educazione (CEDE), che ha il compito principale di preparare e somministrare delle «prove nazionali», i cui risultati sono poi elaborati e restituiti alle scuole e al pubblico.
Le prove INVALSI, regolate dal D. Lgs. 62 del 2017 e da successive modifiche, prevedono, per quel che riguarda la scuola secondaria di secondo grado, due test (Italiano e Matematica) di grado 10 e tre test (Italiano, Matematica e Inglese) di grado 13, ossia effettuati rispettivamente nel corso del secondo e del quinto anno di frequenza. Tutte le prove sono inoltre computer based, effettuate direttamente online. Le prove nazionali INVALSI si prefiggono lo scopo di misurare in maniera standardizzata ed oggettiva alcune competenze fondamentali (in italiano, matematica ed inglese), fornendo risultati comparabili tra scuole o aree geografiche diverse; non si propongono come «un esercizio di memoria, ma di ragionamento» (dall’opuscolo “Le prove INVALSI secondo INVALSI”, 2018).
Le prove di Italiano del grado 10 e del grado 13, divise in due sezioni, voglioni misurare le competenze di lettura con domande relative a diverse tipologie di testo e verificare l’acquisizione di conoscenze e competenze grammaticali. Per la prima sezione viene richiesto allo studente di leggere dei testi di tipo e di lunghezza diversi (quattro nel grado 10 e dai cinque ai sette nel grado 13), su cui vengono poi posti dei quesiti. La seconda parte della prova si compone di una serie di quesiti indipendenti l’uno dall’altro, relativi ai diversi ambiti grammaticali oggetto di indagine. Il tempo massimo per svolgere la prova è di 2 ore.
Le prove di Matematica del grado 10 e del grado 13 misurano le conoscenze e le competenze acquisite fino a quel punto del percorso scolastico; non si limitano infatti a verificare l’acquisizione di saperi tecnici e scientifici, ma cercano anche di rilevare se gli studenti siano in grado di spiegare e motivare certe scelte matematiche, di interpretare grafici, di applicare competenze nella logica o nella scienza. Le prove, inoltre, cercano di far emergere, attraverso domande differenziate per indirizzi scolastici, gli aspetti che caratterizzano e differenziano il percorso formativo del liceo scientifico da quello degli altri indirizzi liceali.
La prova di Inglese del grado 13 prevede la valutazione di due abilità di comprensione della lingua: il reading e il listening, al livello B2.
Sul sito dell’INVALSI sono pubblicati i descrittori dei livelli di risultato della certificazione di competenza in Italiano e Matematica, che forniscono una descrizione qualitativa dei livelli di competenza espressi in forma sia sintetica sia analitica. Per Italiano e Matematica sono previsti cinque livelli di competenza, secondo un ordine di complessità crescente, mentre per l’Inglese, valutato solo al grado 13, i livelli sono invece quelli stabiliti dal “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue” (QCER), ossia «non ancora B1»; «B»; «B2» (per le abilità di ascolto e di lettura).
Alcune precisazioni permettono di capire meglio la ratio delle prove. La prima è che i risultati di tali test non costituiscono elementi per la valutazione dei singoli ragazzi, né servono a valutare il lavoro svolto dai docenti, né da essi discendono meccanismi premianti o penalizzanti per i diversi Istituti scolastici. I risultati servono però a segnalare però dove concentrare gli sforzi degli Istituti, a capire dove possono esserci carenze da colmare.
Secondo, i risultati delle prove hanno ancor più senso se si tiene conto che vengono ricalcolati tenendo presente il «contesto socio-economico» di provenienza degli studenti (l’ESCS, Economic Social Cultural Status Index): a partire dall’a.s. 2015-2016, infatti, i dati di ogni classe possono essere confrontati con quelli di 200 classi di altre parti d’Italia «con contesto socio-economico di provenienza simile», che viene valutato attraverso il Questionario studente distribuito ogni anno e le informazioni fornite dalle Segreterie scolastiche (tra i criteri tenuti in conto dall’INVALSI figurano il numero di studenti stranieri; la lingua parlata in famiglia; il titolo di studio e l’occupazione dei genitori; i libri posseduti in casa; le condizioni di studio in casa).
Terzo, le prove INVALSI tengono conto, attraverso un meccanismo statistico, del fenomeno del “cheating”, della possibilità che certi risultati possano essere stati truccati (per esempio considerando i punteggi unifomemente troppo alti; le risposte troppo simili anche se sbagliate; il numero troppo basso di risposte mancanti).
Quarto, grazie alla disponibilità dei risultati all’ingresso e all’uscita dai cicli scolastici, dall’a.s. 2015-2016 si può valutare meglio l’efficacia educativa degli Istituti, l’«effetto-scuola», ossia il contributo dell’Istituto al cambiamento del livello di competenze dei ragazzi.
Quinto e ultimo, sebbene le prove INVALSI siano censuarie, vengano cioè sostenute da tutti gli studenti delle classi oggetto di rilevazione, dal totale delle scuole e delle classi partecipanti viene estratto «un campione» con lo scopo di garantire l’attendibilità dei dati raccolti: nelle classi campione è infatti presente «un osservatore esterno con il compito di garantire la regolarità della somministrazione delle prove».
Manuale del somministratore Invalsi
2025_Protocollo_somministrazione_GR13